venerdì 27 luglio 2007

TRAVAGLIO A NAPOLITANO

NON PERTINENTE SARA’ LEI


Anche il Presidente della Repubblica dei Mandarini Intoccabili, davanti al Csm, ha voluto dare la sua bastonata al gip Clementina Forleo, rea di “valutazioni non pertinenti ed eccedenti”, cioè di lesa maestà nei confronti di sei parlamentari che due estati fa scalavano banche e case editrici in combutta con i furbetti del quartierino e si avvertivano a vicenda delle intercettazioni in corso (D’Alema, essendo molto intelligente, per avvisare Consorte del suo telefono intercettato, gli telefonò). Secondo Napolitano, con queste “fughe di notizie” l’opinione pubblica rimane disorientata. In realtà, proprio grazie al giudice Forleo e ai giornali che hanno riferito le sue ordinanze, l’opinione pubblica ha capito benissimo tutto. E cioè che “non pertinente ed esorbitante” è il comportamento dei politici scalatori, non dei giudici che li hanno scoperti e processati. E che la vera fuga di notizie è quella di chi avvertì politici e furbetti che erano intercettati, rovinando le indagini sul più bello, non certo quelle dei giornali che stanno pubblicando atti non segreti, cioè pubblici. Napolitano, come pure Marini e Bertinotti, presidenti del Parlamento degl’inquisiti e dei condannati, e come il cosiddetto ministro della Giustizia Mastella, è sgomento per la pubblicazione delle ordinanze della Forleo prima che queste giungessero al Parlamento. Forse il suo costosissimo staff (il Quirinale costa il quintuplo di Buckingham Palace) s’è dimenticato di spiegargli come avvengono queste cose: visto che, dal 2003, la legge impone ai giudici di chiedere il permesso al Parlamento per usare le telefonate intercettate in cui compare la voce di un parlamentare, la gip Forleo ha chiesto quel permesso con due apposite ordinanze. Che, secondo la legge, sono state depositate nella cancelleria del Tribunale venerdì scorso, a disposizione degli indagati e dei loro avvocati. Da quel momento le ordinanze hanno cessato di essere segrete. Gli avvocati ne hanno preso copia e, senza commettere alcun reato, le hanno passate ai giornalisti. I quali, senza commettere alcun reato, le hanno raccontate ai cittadini. Nessuna violazione del segreto, nessuna fuga di notizie. Di che parlano, allora, le più alte cariche dello Stato? Possibile che non abbiano nulla da dire sugli onorevoli D’Alema, Fassino, Latorre, Cicu, Comincioli e Grillo (Luigi) che scalavano banche abusando del proprio potere, alle spalle dei propri elettori? Possibile che, ogni qual volta il termometro segnala la febbre e il medico diagnostica la malattia, le alte cariche se la prendano col termometro e col medico? In ogni caso, se Clementina Forleo e i suoi colleghi vogliono evitare, in futuro, di finire massacrati dai politici della casta, anzi della cosca, sanno quel che devono fare. 1) Mai intercettare un delinquente Vip, onde evitare il rischio che questo poi parli con un politico. 2) Se comunque scappa qualche intercettazione in cui si sentono le voci di politici a colloquio con vari farabutti, fare finta di non riconoscerle.
3) Se il perito che trascrive le telefonate riconosce ugualmente le voci dei politici, cestinare la perizia e cambiare perito.
4) Se i reati risalgono a due anni prima, anche se non è ancora scattata la prescrizione, bruciare tutto perché – come dicono D’Alema e Prodi - “comunque è roba vecchia”.
5) Se la Procura insiste a chiedere di inoltrare le telefonate al Parlamento, evitare di spiegare nell’ordinanza perché queste sono penalmente rilevanti o, meglio ancora, dire che sono tutte cazzate e pregare le Camere di negare l’autorizzazione.
6) Non depositare mai le ordinanze agli avvocati difensori, onde evitare che finiscano sui giornali, e chissenefrega dei diritti della difesa.
7) Se non si è d’accordo con l’impostazione dei pm, appiattirsi comunque su di loro perché ora, all’improvviso, piacciono i gip appiattiti sulle Procure. Prima di fare qualsiasi cosa, recarsi in pellegrinaggio a Ceppaloni per la necessaria autorizzazione a procedere del superprocuratore nazionale anti-giustizia Clemente Mastella."

Marco Travaglio

2 (Scrivi un commento):

Massimo Greco ha detto...

Perché Piazza AFFARI sia ricordata per l'8 Settembre 2007.

Tutte le iniziative diffuse in Italia saranno importanti, tuttavia invito i milanesi e quanti vi si trovano nelle circostanze a considerare un'opportunità.

Propongo di organizzare il V-Day di Milano in Piazza Affari per tante ragioni:

Perché È il luogo più rappresentativo dei Poteri Forti.

Perché È il luogo che rievoca la stragrande maggioranza dei temi proposti da Beppe e dal suo blog, nonché le battaglie stesse di Beppe che hanno avuto PIU' risonanza internazionale.

Per dare un segnale di intelligenza.

Perché come riprese lo stesso Beppe...

"votiamo ogni giorno... quando andiamo a comprare..."

Facciamoci Furbi. NON perdiamo questa grande occasione.

pasquale ha detto...

MA TRAVAGLIO SA CHIEDERE SCUSA?

Franco Pacenza capogruppo dei DS nel consiglio regionale della Calabria è stato definitivamente prosciolto dall'autorità giudiziaria dalle accuse di concussione, formulate da Gip di Cosenza, dott. Greco, il provvidimento è stato definitivamente archiviato. L'indagine aveva portato, nell'agosto dell'anno scorso, all'arresto di Pacenza, lo stesso fu trascinato in catene dalla località della Sardegna, dove si trovava in vacanza con la famiglia, al carcere di Cosenza, le modalità dell'arresto di Pacenza e la precarietà delle accuse, suscitarono nel mondo politico calabrese e non solo, una serie di reazioni a catena che culminò con la clamorosa protesta di alcuni parlamentari della Calabria di entrambi gli schieramenti che, improvvisarono finanche un sit-in davanti al carcere di Cosenza dove Pacenza era ingiustamente detenuto. Come al solito i forcaioli giustizialisti, guidati dal ministro Di Pietro gridarano allo scandalo per quella presa di posizione e si schierarono senza esitazioni e senza dubbi con il PM e il GIP, tra questi come sempre si distinse il giornalista Marco Travaglio, che 15 giorni dopo, quando il Tribunale della libertà, rimise in libertà Franco Pacenza cominciando a fare a pezzetti l'inchiesta e i provvedimenti della Procura di Cosenza, il giornalista mise addirittura in dubbio l'integrità morale dello stesso Tribunale della libertà, Santoro in Anno Zero non fu di meno. Ora chiedo a quel monumento di equilibrio umano e giornalistico, cosa pensa del Tribunale che ha definitivamente archiviato quella inchiesta, ma soprattutto chiedo al signor Marco Travaglio se ha la dignità morale e l'onestà intellettuale, di chiedere scusa, a Franco Pacenza e alla sua famiglia, delle mostuosità sostenute all'indomani dell'arresto contro chi come tanti di noi, manifestarono a Pacenza solidarietà stazionando davanti al carcere per giorni, in attesa che ad un innocente e ad una persona per bene, venisse restituita la libertà?
Pochi giorni fa sempre del Travaglio in questione leggo, sul blog di Beppe Grillo un post, in cui si sosteneva che la probabilità della elezione di Massimo D'Alema a Presidente della Repubblica sarebbe stata avventata, per la vicenda delle famose intercettazioni telefoniche sulla vicenda UNIPOL, per non parlare della nuova fatica letteraria ora chiamata uliwod, in cui si continua a sparare sentenze di condanna su questo o quel personaggio della sinistra.
Quanta ipocrisia di Travaglio e company nel delineare una politica che non si deve interessare di economia,non mi pare che, in queste intercettazioni telefoniche, siamo di fronte ad un Consorte che concorda con D'Alema una mazzetta, siamo di fronte invece, ad alcune telefonate tra l'A.D.Unipol, coop controllata dalla lega delle cooperative,soggetto economico legato da sempre ai ds, e i maggiori leaders della sinistra, in sostaza c'è uno scambio di complimenti, comprensibili, visto che l'Unipol e una coop del sistema lega, tra l'amministratore delegato e i dirigenti DS. L'UNIPOL si ricordi stava per scalare la BNL (operazione storica), poi il tutto fu fermato dalla Magistratura; se quella operazione era corretta o scorretta nei fatti lo sapremo tra qualche anno, visto che ancora non siamo neanche alle prime battute dello strascico giudiziario. Nel frattempo però, non ora, ma un anno fa, intercettazioni che dovevano essere coperte dal segreto istruttorio sono state date in pasto ai giornali con una sapiente e ben orchestrata campagna contro Fassino e D'Alema, dopo un anno tutto ritorna alla ribalta, senza assolutamente fatti nuovi,se non nella interpretazione scorretta della procedura del Giudice Forleo e nella perversa funzione che del giornalismo di Travaglio, persecutore implacabile, sempre a favore di coloro che accusano, senza un dubbio, un attimo di tregua, al furore forcaiolo di cui è teorizzatore, fino al punto di teorizzare che l'unico livello rispettabile della magistratura sia quello inquirente (come ha sostenuto nella vicenda di Pacenza), non bastano le puntualizzioni di autorevoli magistrati e giuristi che hanno evidenziato la scorrettezza del Giudice Forleo, per Travaglio; D'Alema e Fassino e altri sono una masnada di gaglioffi, non degni di rappresentare l'Italia perchè, rei di seguire i processi economici del paese. Ah dimenticavo che Travaglio collobora lautamente pagato, con l'Unità, giornale dei DS e sostenuto da quel sistema cooperativo, per il quale a torto o ragione tifavano D'Alema e Fassino,il massimo della ipocrisia.

Sopportare questo signore che spara sentenze di colpevolezza ingiuste e delle quali, anche se smentito dai fatti non solo non si pente, ma addirittura rilancia con altra cacca sparsa con il ventilatore su tutto e tutti e il costo della democrazia, ma che qualcuno gli impari a chiedere scusa è un problema di civiltà. Pasquale Motta alias ibico2007
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